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Il nostro volto é estremamente sofisticato e complesso ed ha la funzione primaria di esprimere le nostre emozioni. Lo psicologo americano Paul Ekman ha esaminato migliaia di espressioni facciali e ha elaborato un modello scientifico per la loro interpretazione.

Per esempio, in un gruppo di cultura primitiva della Nuova Guinea, le espressioni facciali  sono identiche a quelle mostrate da chi vive nel mondo occidentale.

Si è così appurato che la mimica di rabbia, disgusto, felicità, tristezza, paura e sorpresa sono uguali dappertutto. Probabilmente, puntualizza Ekman, si tratta di comportamenti che hanno radici biologiche e che quindi non hanno bisogno di essere appresi per manifestarsi. 

Articolo pubblicato sulla Rivista I.C.S.A.T. N.2, Settembre 2010 

All’inizio degli anni ‘90 all’Istituto di Fisiologia dell’Università di Parma, diretto da Giacomo Rizzolatti, fu scoperto un gruppo di neuroni nella corteccia premotoria dei macachi, definito “neuroni specchio”, i quali si attivano sia quando vengono eseguite azioni finalizzate a uno scopo, sia quando si osservano le stesse azioni eseguite da altri.

Diversi studi neurofisiologici hanno dimostrato che anche il cervello umano è dotato di un sistema di neuroni specchio che codifica le azioni osservate sugli stessi circuiti nervosi che ne controllano l’esecuzione.

Le aree cerebrali attivate dall’osservazione di azioni eseguite da altri sono le stesse che si attivano quando l’osservatore esegue quelle stesse azioni. In altri termini, anche nell’uomo la stessa organizzazione dei circuiti cerebrali serve due funzioni: controllare l’esecuzione delle azioni e consentirne la comprensione mentre vengono compiute da altri. I neuroni specchio sono coinvolti sia nell’imitazione di movimenti semplici che nell’apprendimento imitativo di nuove complesse sequenze di atti motori.

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