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 Il TRAINING AUTOGENO viene sviluppato negli anni trenta da un medico tedesco, Johannes Schultz. E' un metodo semplice e immediato, con grandissimi benefici su corpo e mente. Ci aiuta a ritrovare una profonda sensazione di calma e benessere, migliorando le nostre energie, la concentrazione e la memoria. Si acquisisce padronanza della propria mente e delle proprie emozioni, spegnendo quel "rumore di fondo" continuo che ci rende nervosi, tesi  e con la mente sempre impegnata a pensare.

Di fronte alle difficoltà che la vita e gli eventi esterni ci pongono, ci possono essere diverse reazioni che noi esseri umani mettiamo in atto. Il nostro modo di affrontare i periodi di stress e di cambiamento, genera diversi risultati sul nostro benessere, sia fisico che mentale ed emotivo.                                          

Hai mai osservato come reagisci ai momenti di stress e di cambiamento?

Le reazioni possono essere molto variegate da persona a persona, ma possiamo raggrupparle in queste 4 modalità principali:

1.Ti arrabbi con il mondo e con il sistema (l’azienda in cui lavori, il governo, ecc…), cerchi il colpevole di tutti i tuoi problemi

2.Cerchi di pensare a tutto fuorchè ai tuoi problemi con comportamenti detti “disfunzionali” come, ad esempio, attaccarsi al cibo, alla televisione in modo vuoto e compulsivo (non segui ciò che ti interessa realmente, ma qualsiasi contenuto, basta che non ti faccia pensare), accendere il computer e buttarsi su qualsiasi attività o notizia in grado di non farti pensare.

Il Journaling è l’arte di tenere un diario, è una pratica nata nei paesi anglosassoni che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia, non solo tra gli adolescenti, ma anche nelle persone adulte.  

Questa è infatti un’attività che, oltre a essere facile e creativa, permette anche di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, dei propri modi di ragionare, dei pensieri ricorrenti e delle proprie emozioni, in modo diretto, autonomo e pratico. E' una buona abitudine anche per chi ha intrapreso percorsi di crescita personale o di psicoterapia, poichè può fornire spunti di riflessione e discussione con il proprio terapeuta.

Tutti noi dormiamo, o dovremmo dormire, tutte le notti e, al di là del numero di ore variabile da persona a persona, è fondamentale valutare la qualità del proprio sonno: c'è chi necessita di meno ore  rispetto ad altri, ma che pur dormendo soltanto 5 ore per notte, si sente bene e riposato come chi ne dorme 9. Questa è una condizione estremamente soggettiva e ci dimostra quanto sia importante capire il personale ritmo naturale del sonno, sul quale influiscono diversi fattori fisiologici e legati allo stile di vita. 

Gli esseri umani hanno al loro interno un orologio biologico che influenza molti processi  fisiologici e che condiziona la quantità e la qualità del nostro sonno.

Il funzionamento di questo orologio  corrisponde al Ritmo Circadiano il quale regola i processi organici che avvengono ogni giorno  nel nostro corpo e determina l'alternanza dei periodi di sonno e di veglia con un intervallo piuttosto regolare e costante nelle 24 ore, a meno che intervengano alcuni fattori che, dall'esterno, possono condizionarne in parte il funzionamento.  

E’ possibile rallentare il fisiologico invecchiamento legato al passare del tempo? Assolutamente sì! E ora ce lo conferma anche la scienza con una ricerca valsa il Premio Nobel per la medicina.                                                                                              

L’invecchiamento al quale va incontro il nostro organismo è causato dal danneggiamento del DNA delle nostre cellule che, di conseguenza, invecchiano e perdono la loro  efficienza.

Le ricerche di genetica degli ultimi anni ci dicono che una delle cause principali di questo  danneggiamento del DNA, e quindi dell’invecchiamento cellulare, risiede nei telomeri. I telomeri sono particolari molecole che servono a proteggere il DNA di ogni cellula, agiscono come i cappucci protettivi che si trovano alle estremità dei lacci delle scarpe e che impediscono ai lacci stessi di sfilacciarsi.

L’invecchiamento consiste proprio nel danneggiamento di questi telomeri, che rendono quindi la cellula meno “protetta”, che diventa così incapace di rigenerarsi e di riprodursi.

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