Tutti noi dormiamo, o dovremmo dormire, tutte le notti e, al di là del numero di ore variabile da persona a persona, è fondamentale valutare la qualità del proprio sonno: c'è chi necessita di meno ore  rispetto ad altri, ma che pur dormendo soltanto 5 ore per notte, si sente bene e riposato come chi ne dorme 9. Questa è una condizione estremamente soggettiva e ci dimostra quanto sia importante capire il personale ritmo naturale del sonno, sul quale influiscono diversi fattori fisiologici e legati allo stile di vita. 

Gli esseri umani hanno al loro interno un orologio biologico che influenza molti processi  fisiologici e che condiziona la quantità e la qualità del nostro sonno.

Il funzionamento di questo orologio  corrisponde al Ritmo Circadiano il quale regola i processi organici che avvengono ogni giorno  nel nostro corpo e determina l'alternanza dei periodi di sonno e di veglia con un intervallo piuttosto regolare e costante nelle 24 ore, a meno che intervengano alcuni fattori che, dall'esterno, possono condizionarne in parte il funzionamento. 

Una regolare alternanza sonno e veglia permette al nostro orologio biologico di influire positivamente sulla produzione ormonale ottenendo una buona qualità di vigilanza e attenzione diurna e un soddisfacente riposo notturno. La sera la luce cala, la nostra temperatura corporea diminuisce progressivamente, in parallelo i livelli di adrenalina calano e noi ci sentiamo stanchi, inizia la produzione di melatonina per indurre il sonno.  Al contrario, con le prime luci dell'alba, la produzione di melatonina cessa, i livelli ormonali incominciano a crescere e con essi anche la temperatura corporea, ecco perchè ci risulta più difficoltoso continuare a dormire o cercare di addormentarci (come nel caso di chi ha un lavoro a turni).

Ma che cos'è la melatonina? E' un ormone, prodotto da una piccola ghiandola situata nel cervello (epifisi), di fondamentale importanza per la buona qualità del sonno, ha infatti la funzione di regolare l'alternanza tra sonno e veglia. La luce, penetrando nell'occhio attraverso i nervi, manda un messaggio all'epifisi che, in base alla quantità di luce in arrivo, blocca la produzione di melatonina; il buio, al contrario, determina la produzione di questo ormone che dà il segnale all'organismo il quale rallenta lentamente tutte le sue attività e si prepara al sonno. Per questo motivo la melatonina ha un picco nelle ore notturne e valori molto più bassi durante il giorno.

Non è possibile stabilire una durata del sonno ottimale, non esiste un tempo standard, perché questo è un fatto individuale e variabile da una persona all'altra, è comunque certo che dormire regolarmente meno di 5 ore a notte porta il nostro organismo verso un danneggiamento organico e un vero e proprio danneggiamento cellulare, così come dimostrato da studi scientifici valsi un Nobel per la medicina.

Il fabbisogno di sonno è comunque inversamente proporzionale all’età: mentre da neonati abbiamo bisogno di dormire molte ore, con l’avanzare degli anni questa esigenza è sempre meno sentita, sino ad arrivare alla terza età nella quale il numero di ore di sonno necessarie cala sensibilmente (anche se non per tutti è cosi’).

Resta fermo il fatto che, al di là del numero di ore variabile da individuo a individuo, è fondamentale valutare la qualità del proprio sonno: esistono persone che necessitano di meno ore  rispetto ad altri, ma che, pur dormendo soltanto 5 ore per notte, si sentono bene e riposati come chi ne dorme 9. Questa è una condizione estremamente soggettiva e ci dimostra quanto sia importante capire il personale ritmo naturale del sonno, sul quale influiscono diversi fattori fisiologici e legati allo stile di vita. 

Dormire in modo regolare, per un numero di ore adeguato alla nostra esigenza fisica è un requisito indispensabile per un benessere sia fisico che mentale. 

Ecco alcuni comportamenti da mettere in pratica quando si hanno difficoltà ad addormentarsi e/o a mantenere il sonno:

  • andare a letto solo quando si è assonnati
  • alla sera ridurre le luci per non "ingannare" il cervello 
  • evitare attività sportive o intellettive intense a partire dal tardo pomeriggio
  • evitare l'esposizione a schermi (tv, telefoni, tablet): stimolano eccessivamente il cervello
  • alzarsi dal letto e uscire dalla camera prima di innervosirsi, se non ci si è ancora  addormentati
  • tornare a letto solo quando il sonno è ritornato
  • utilizzare integratori di melatonina
  • utilizzare il Training Autogeno: favorisce l'addormentamento con il suo effetto rilassante, migliora la qualità del sonno grazie alla produzione spontanea di neurotrasmettitori utili al benessere, aiuta a recuperare le energie che ci mancano dopo una notte difficoltosa.

Se ritenete di essere insoddisfatti della qualita' del vostro sonno o se avete problemi a dormire, e' importante che vi rivolgiate ad uno Psicologo: contattatemi ed insieme  potremo affrontare e risolvere la maggior parte di questi disturbi in modo efficace e rapido.

 

 

 

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