E’ possibile rallentare il fisiologico invecchiamento legato al passare del tempo? Assolutamente sì! E ora ce lo conferma anche la scienza con una ricerca valsa il Premio Nobel per la medicina.                                                                                              

L’invecchiamento al quale va incontro il nostro organismo è causato dal danneggiamento del DNA delle nostre cellule che, di conseguenza, invecchiano e perdono la loro  efficienza.

Le ricerche di genetica degli ultimi anni ci dicono che una delle cause principali di questo  danneggiamento del DNA, e quindi dell’invecchiamento cellulare, risiede nei telomeri. I telomeri sono particolari molecole che servono a proteggere il DNA di ogni cellula, agiscono come i cappucci protettivi che si trovano alle estremità dei lacci delle scarpe e che impediscono ai lacci stessi di sfilacciarsi.

L’invecchiamento consiste proprio nel danneggiamento di questi telomeri, che rendono quindi la cellula meno “protetta”, che diventa così incapace di rigenerarsi e di riprodursi.

E’ stato dimostrato che avere telomeri danneggiati è associato ad un maggior indice di mortalità precoce e ad una maggior frequenza di patologie cronico/degenerative (diabete, disturbi cardiovascolari, deterioramento mentale, Alzheimer…), mentre chi ha telomeri più lunghi vive più a lungo e si ammala anche molto meno; questo perchè il danneggiamento dei telomeri coinvolge tutto l’organismo, tra cui le cellule del sistema immunitario, rendendoci molto più vulnerabili e deboli.

La buona notizia è che questo processo non solo si può rallentare, ma (entro certi limiti) anche invertire adottando semplici, ma costanti comportamenti legati al nostro benessere generale: una alimentazione corretta, attività fisica e l’utilizzo regolare di tecniche per gestire lo stress e l’ansia.

Questi comportamenti legati allo stile di vita sono efficaci poiché permettono la produzione di un enzima (telomerasi) che è in grado di riparare i telomeri e, di conseguenza, riattivare le cellule evitandone il danneggiamento e l’invecchiamento.

Lo stress è una condizione reattiva nei confronti degli avvenimenti della vita che può causare importanti cambiamenti nel nostro organismo (emozionali, ormonali, cardiocircolatori, immunitari) che possono essere dannosi per la nostra salute.

Per quanto riguarda il danneggiamento dei telomeri, due sono le caratteristiche determinanti: la durata dello stress e l’atteggiamento che noi abbiamo nei suoi confronti.

Se di fronte ad un evento stressante abbiamo atteggiamenti negativi (non ce la farò mai, è troppo per me, meglio lasciar perdere, ecc…) danneggiamo i nostri telomeri, rendiamo le nostre cellule prive di difese e pronte a soccombere all’invecchiamento, cosa che non succede se invece riusciamo ad avere un atteggiamento positivo: di sfida da vincere, di missione da compiere, di credere in se stessi e nelle proprie possibilità di farcela.

Già dopo poche settimane che cambiamo il nostro atteggiamento e riusciamo a tenere meglio sotto controllo lo stress, i nostri telomeri iniziano a riallungarsi, riducendo il loro danneggiamento (ricerche di Lengacher 2014, Conklin et al 2015, Carlson et al 2015).

Tutte queste ricerche ci aiutano a capire che possiamo fare molto per il nostro benessere. Quindi quando si attraversano periodi prolungati di stress o soffriamo di ansia, non dobbiamo trascurarci e rassegnarci, ma assieme ad un medico e/o ad uno psicologo scegliere il tipo di strategia più adatta ed efficace per la nostra situazione, per ridurre il più possibile lo stato di tensione.

Articolo ispirato dal lavoro di Elizabeth Blackburn, PREMIO NOBEL nel 2009 per la medicina per i suoi studi sui telomeri.

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