Il nostro volto é estremamente sofisticato e complesso ed ha la funzione primaria di esprimere le nostre emozioni. Lo psicologo americano Paul Ekman ha esaminato migliaia di espressioni facciali e ha elaborato un modello scientifico per la loro interpretazione.

Per esempio, in un gruppo di cultura primitiva della Nuova Guinea, le espressioni facciali  sono identiche a quelle mostrate da chi vive nel mondo occidentale.

Si è così appurato che la mimica di rabbia, disgusto, felicità, tristezza, paura e sorpresa sono uguali dappertutto. Probabilmente, puntualizza Ekman, si tratta di comportamenti che hanno radici biologiche e che quindi non hanno bisogno di essere appresi per manifestarsi. 

Le espressioni del volto sono spesso complesse e ambigue, questo accade soprattutto perché provengono da un sistema duplice, volontario e involontario, capace di mentire e di dire la verità…a volte contemporaneamente!

In questi casi si assiste al fenomeno dell' "incongruenza", ovvero un conflitto tra il significato delle parole (comunicazione verbale) e il significato della comunicazione non verbale.

Le espressioni vere, sentite, attivano il movimento spontaneo di alcune regioni muscolari del volto; è possibile simularle, ma in modo, in genere, non convincente.

Quelle false invece sono intenzionali e comportano l’innesco volontario di una “maschera”: servono, in questo caso, a nascondere ciò che si prova veramente o a mostrare qualcosa che non si sente.

Nel suo libro, I Volti della Menzogna, Ekman elenca almeno tre chiavi di lettura per stabilire se un’espressione non e’ genuina e sincera: asimmetria dell’espressione nei due lati del volto, scelta sbagliata dei tempi di manifestazione della mimica facciale, errata collocazione dell’espressione nell’interazione:

- Asimmetria: in una espressione facciale asimmetrica, le stesse azioni compaiono identiche nelle due metà del viso, ma sono più intense su un lato rispetto all’altro. Una spiegazione di questo fatto risiederebbe nel fatto che l'emisfero cerebrale destro e’ più specializzato del sinistro nell’elaborazione delle emozioni: dato che l'emisfero destro controlla gran parte dei muscoli della metà sinistra del viso, e viceversa, le emozioni si osservano con maggiore intensità sulla parte sinistra del viso. Se al contrario, è il lato destro a mostrare un certo atteggiamento in modo più marcato, possiamo presumere che l’emozione non sia sentita davvero. Si tratta comunque di una osservazione molto complessa da svolgere nel quotidiano delle nostre interazioni con gli altri, più semplice invece per dei profiler esperti nell'analisi di registrazioni.

- Tempo: le espressioni mantenute troppo a lungo (che durano, cioè più di 10 secondi) sono probabilmente false, la mimica che esprime emozioni autentiche non resta sul viso più di qualche secondo, oltre tale tempo subentra la volontà dell'esprimere tale emozione, non si tratta più di spontaneità.

- Collocazione nel discorso: se qualcuno finge di arrabbiarsi e dice ad esempio "ti metterei le mani addosso" per accertare che la minaccia sia vera, dobbiamo fare attenzione ai segni di collera nell’espressione facciale, se vengono dopo le parole, la persona non è poi così adirata come vorrebbe far credere. In generale, vale l'assunto che le espressioni del viso non sincronizzate coi movimenti del corpo costituiscono probabili indizi di falso.

 Bibliografia: “I volti della menzogna” di Paul Ekman, Giunti Edizioni.

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