Argomento centrale del film è non tanto l’episodio del lutto e della morte come evento, quanto tutto ciò  che ne consegue. Scorrono, infatti, parallele due storie principali di distacco e separazione: il tentativo di separazione coniugale tra Margherita Buy e Stefano Accorsi e la separazione degli amici e del compagno di Luca Argentero, in coma in ospedale.

Possiamo, infatti, vedere come tema principale l’elaborazione del lutto, intesa come inizio di elaborazione di un possibile quanto imminente distacco fisico ed emotivo da una persona amata, prima della fine vera e propria del legame concreto: il coma di Argentero che non è ancora morte e il tradimento e l’uscita di casa di Accorsi, che non è ancora la separazione definitiva dalla moglie.

In queste due fasi, tutte le persone legate ai protagonisti si ritrovano alle prese con la loro personale elaborazione del lutto, ognuno con le modalità che gli appartengono  e che il regista sa sottolineare con grande precisione, mostrandoci i vissuti emotivi  caratteristici dei vari personaggi.

 

Tra questi spiccano con particolare rilievo:

  • Ambra Angiolini sempre evitante e incapace di affrontare direttamente la presenza fisica dell’amico prima nella stanza di ospedale e dopo nella camera mortuaria, momento dove fugge dalla realtà  con una fantasia dove vede tutti allegri festeggiare il ritorno in vita e in perfetta salute di Argentero. Dall’altra parte, Pierfrancesco Favino che invece non riesce a lasciare nemmeno per un minuto la stanza dove il compagno è in coma e che, dopo la sua morte, rimane attaccato ai ricordi, tornando nella casa dove la loro storia d’amore è iniziata.
  • Margherita Buy, che di fronte alla confessione del marito traditore pensa a rifare il letto e a tentare di minimizzare e far tacere Accorsi, dall’altra parte l’amica Serra Ylmaz che invece la sprona a reagire, a prendere una posizione e si presenta dall’amante, Isabella Ferrari, per affrontarla di petto, quasi fosse lei stessa la moglie tradita. Ma sarà invece la stessa Buy a mostrarci il suo lato forte e solido comunicando lei stessa la  morte di Argentero al compagno e accogliendo il padre e la matrigna del ragazzo,  al loro arrivo  in ospedale.
  • Stefano Accorsi, piuttosto incapace e maldestro nel gestire le sue emozioni e i suoi sentimenti: di fronte ad Argentero che gli chiede della donna che ha visto baciare poco prima con i suoi occhi nega l’evidenza poi però fa goffi tentativi di confessione del tradimento con l’amico Favino in piscina; subito dopo la notizia del coma dell’amico, corre a cercare calore e sostegno tra le braccia dell’amante che aveva lasciato proprio  la sera prima;  quando si ritrova nella stanza d’albergo con moglie e amante, se ne resta in disparte immobile, senza farsi vedere e lascia le due donne nell’imbarazzo delle presentazioni.

 In questa cornice di separazioni, emerge chiaramente che questo gruppo di amici ha la funzione di una vera e propria famiglia con i suoi contrasti, gelosie, liti, ma anche con l’unione, la solidarietà e l’affetto; sono tutte figure di riferimento che partecipano in maniera attiva alle elaborazioni dei lutti e ai dolori dei protagonisti, partecipazione rappresentata con grande efficacia nella scena finale quando tutti insieme giocano intorno al tavolo da ping pong,  grazie a queste presenze Favino cerca di uscire dalla sua solitudine.


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