La qualità della nostra attenzione incide fortemente sul funzionamento della memoria, molto spesso infatti le nostre dimenticanze sono causate dal fatto che non abbiamo prestato la giusta attenzione a qualcosa, impedendo quindi a questo "qualcosa" di diventare effettivamente un ricordo stabile e organizzato, quindi facilmente reperibile dalla nostra memoria.

Il processo di elaborazione delle informazioni, infatti, è estremamente flessibile, cioè sceglie di volta in volta quale informazione elaborare e come elaborarla e questa possibilità di selezionare il materiale informativo avviene proprio in base a meccanismi di tipo attentivo.

Molte delle nostre azioni quotidiane sono ormai automatizzate ossia, una volta attivate, queste vengono messe in atto senza che vi sia un controllo attivo su di esse (pensiamo ad azioni quali alzarsi dal letto, fare colazione etc.).

Da un lato questo ci consente di eseguire comportamenti anche complessi in maniera tale da non utilizzare importanti risorse attentive, che possono quindi essere impiegate per altre cose; dall’altro ci espone a maggiori rischi di “intrusioni”, ossia altri comportamenti automatici possono subentrare e catturare le azioni di una persona, specie se le capacità attentive hanno subito un’alterazione delle sue funzioni.

Non risulta difficile pensare come il livello di attenzione riesca a modulare le prestazioni di una persona: se il livello di attivazione dell’organismo è troppo basso, entrano indiscriminatamente tutte le stimolazioni esterne, portando ad un peggioramento della nostra prestazione; se invece il livello è troppo elevato, il nostro "filtro" può ridurre eccessivamente le informazioni in entrata, ed anche in questo caso la prestazione risulterà scadente.

L’altra condizione che  influenza le nostre prestazioni è il livello di "vigilanza" con cui ci impegniamo a svolgere un compito, cioè la capacità di mantenere un buon livello attenzionale per un periodo protratto nel tempo.

Molto schematicamente, oggi sappiamo che esistono 3 tipologie, ovvero tre diversi livelli di attenzione:

 

1.     Attenzione selettiva

Si intende sia l’abilità a contrastare la distrazione che la capacità a concentrare l’attenzione su una fonte o su un canale contenenti informazioni relativamente deboli in presenza di forti elementi distrattori ( rumori, scarsa visibilità, ecc.)

A sua volta, si distinguono due componenti: 

  • l’attenzione selettiva volontaria è un meccanismo che entra in gioco quando bisogna affrontare situazioni nuove e richiede l’impiego volontario di risorse di processamento.
  • l’attenzione automatica invece, è guidata dall’ambiente e non dalle intenzioni e dagli scopi dell’individuo.

 

 2.     Attenzione divisa

Con questo termine ci si riferisce alla capacità di prestare attenzione a più compiti contemporaneamente.

 

  3.     Attenzione sostenuta

Con il termine attenzione sostenuta ci si riferisce ad una modalità di attenzione protratta nel tempo, mentre per livelli di attivazione si intende la prontezza fisiologica a rispondere a stimoli interni ed esterni.

Per quanto riguarda l’attenzione sostenuta, l’emisfero destro è più abile del sinistro a mantenere l’attenzione per un periodo prolungato.

 


E' possibile migliorare ATTENZIONE e MEMORIA attraverso METODI come il Training Autogeno, che permettono un recupero di energie e un allontanamento di stress e stanchezza, aumentando la concentrazione, l'attenzione e la nostra memoria. E' inoltre fondamentale INTEGRARE l'alimentazione quotidiana con PRODOTTI NATURALI specifici in grado di sostenere  la nostra attenzione, stimolando le attività cerebrali.

Clicca qui per vedere i prossimi corsi di Training Autogeno e corsi sulla Memoria a Bologna e provincia


Leggi anche LA MEMORIA NON E' UN ARCHIVIO

Joomla templates by a4joomla